Assegno ai figli maggiorenne: un diritto “a scadenza”

Mantenimento dei figli!

L’art 315 bis, comma 1 c.c sancisce l’obbligo di entrambi i genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, tenendo in considerazione le inclinazioni e le aspirazioni degli stessi, in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la propria capacità di lavoro professionale o casalingo.

Ma fino a quando si protrae tale obbligo dei genitori nei confronti della prole?

Sicuramente non ad infinitum, ma certo è che il raggiungimento della maggiore età non è elemento sufficiente affinché venga meno il dovere al mantenimento da parte dei genitori.

Con la legge 154 del 2013 è stato introdotto l’art. 337 septiesc.c, il quale statuisce che il giudice può disporre il pagamento di un assegno periodico in favore dei figli maggiorenni non economicamente indipendenti, tenuto conto delle circostanze del caso di specie. Questa introduzione è stata un’ulteriore novità rispetto a quanto era stato disposto dalla legge sull’affidamento condiviso (n. 54/2006), che aveva già espressamente previsto una simile attribuzione a favore dei figli maggiorenni non autosufficienti sotto il profilo economico.

Innanzitutto è bene individuare, con riferimento all’obbligazione in oggetto, i due requisiti essenziali affinché essa possa sorgere.